mercoledì 2 luglio 2008

Francesco Gungui - Nel catalogo c'è tutto. Per chi va o torna a vivere da solo

In ogni liceo che si rispetti, non può mancare l'impegnato.

L'impegnato è una delle figure più popolari della scuola.

Perché quando c'è assemblea d'istituto, è lui che parla.

Perché quando c'è manifestazione è fuori da scuola che arringa le folle e quando c'è occupazione è uno di quelli che l'hanno organizzata.

Perché è candidato rappresentante d'istituto e ovviamente vince le elezioni grazie a discorsi noiosissimi e sinistrorsissimi sulla globalizzazione, la sinistra storica, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e la carta igienica nei bagni.

Nei licei normali, questi figuri si trovano un lavoro esattamente come gli altri, magari con un po' più di fatica perché, spinti dall'impegno politico, si sono iscritti a sociologia.

Io - momento spocchia - non ho fatto un liceo normale, ho fatto il liceo della zanzara e dell'allagamento, quello dove vanno gli pseudogiornalisti di studio aperto a intervistare gli studenti l'ultimo giorno di scuola e dopo le prove della maturita.

Ai tempi dei miei genitori, l'opportunità di carriera più probabile per un impegnato uscito dal Parini erano le brigate rosse, mentre al giorno d'oggi pare che l'indirizzo migliore sia il caso editoriale.

Qualche anno fa, mio padre mi mostra un articolo di panorama, con foto in cui riconosco uno studente impegnato di un paio d'anni più vecchio di me, che parla appunto di un brillante esordio da scrittore, con un manuale di cucina per single: all'epoca non avevo ancora in mente di andare a vivere da solo, per cui archivio la notizia come 'orgoglio pariniano' e passo oltre.

Se non che, il ragazzo pare avere davvero del talento, per cui dopo l'esordio scrive un altro libro (che poi scoprirò essere altri tre), il cui titolo colpisce Silvia per via della mia imminente situazione di solovivente e che quindi mi viene prontamente regalato:


Finito di leggere stamattina in metro, devo dire che in effetti merita molto.

Sarà perchè siamo quasi coetanei e la situazione lavorativa descritta è abbastanza simile alla mia, fatto sta che mi riconosco in molte delle situazioni e degli aneddoti del libro, vuoi per averle sperimentate in prima persona o perchè sono capitate a qualche amico, per cui posso far tesoro degli insegnamenti relativi a tutto quello che non mi è ancora capitato, tipo quelli di balconaggio (il giardinaggio da balcone) o quelli sulla spesa al supermercato.

Al di là del contenuto, particolarmente interessante per me visto che mi tocca da vicino, lo stile è quello che ti aspetteresti da uno uscito dal miglior liceo classico di Milano (e vai di modestia): scorrevolissimo, dinamico, ggiovane senza essere sciatto, articolato ma senza essere troppo ampolloso.

Tra l'altro, girellando sul suo blog, ho scoperto che gli altri libri che ha scritto non sono più manuali ma romanzi, per cui magari me li compro per vedere come se la cava...intanto, questo è un acquisto consigliato non solo a chi come me sta per andare a vivere da solo, ma un po' a tutti, grandi e piccini, perchè è comunque molto divertente :)

15 commenti:

Anonimo ha detto...

"Ai tempi dei miei genitori, l'opportunità di carriera più probabile per un impegnato uscito dal Parini erano le brigate rosse.."
Be' entrambi i tuoi genitori sono Pariniani, il sottoscritto faceva parte del Collettivo Quadri del Movimento Studentesco ai tempi di Mario Capannae i sbsti pomeriggio li passava in Via Festa del Perdono in Statale, ma non mi pare di essermi dato alla clandestinita' (anche se non sono mai a casa perche' sono tra gli Arabi :-))
Papo

Raibaz ha detto...

Perchè tu non eri l'impegnato, evidentemente :D

fede ha detto...

a questo punto sono convinto che certi tuoi discorsi politici in bxr siano fatti apposta per prendermi per il culo....:D

Raibaz ha detto...

E perchè mai?

Cmq non sarebbe male, ma purtroppo per te non è così :D

fede ha detto...

"E perchè mai?"

forse perchè non assomigli per niente all'elettore medio di an et similia?
Il problema italico è sempre lo stesso da 50 anni: è meglio stare con la merda fino al collo in modo da respirare o immergersi del tutto di modo da non sentire la puzza?

Anonimo ha detto...

non sono l'unica a essermi sentita presa per il culo, allora...
Do

Raibaz ha detto...

Continua a sfuggirmi cosa ci possa essere di anche solo minimamente canzonatorio...anyway, anche se a sto giro non ho mica votato AN, dato che so come la pensi tu, Fede, lo prendo come un complimento :)

Per quanto riguarda l'italico problema, io cerco di tenermi sufficientemente impegnato da non aver bisogno di pensare se c'è puzza e da dove provenga, anche perchè se ci facessi caso anche solo per un attimo il panorama sarebbe deprimente in ogni direzione...per ora funziona.

Anonimo ha detto...

Di canzonatorio c'è che qualcuno ci ha messo anche l'anima, poi magari le cose non sono andate proprio come si sperava che andassero... ma ci si credeva davvero.
Le occupazioni,le manifestazioni, i collettivi e le autogestioni (che peraltro stranamente non hai menzionato)avevano un senso.Non come oggi che -quasi sempre- significa cazzeggio autorizzato.Non si parlava di carta igienica, credimi.
E se ti basta tenerti 'impegnato' per non avvertire lo schifo che ci circonda, forse vuol dire che, come qualcuno dice, stai tutto immerso, così non ne senti la puzza.
Do

Raibaz ha detto...

O forse che, essendo di una generazione successiva e avendo constatato che "le cose non sono andate proprio come si sperava che andassero", mi sono fatto l'idea che l'impegno sia solo una colossale perdita di tempo, per cui invece di stare a guardare il mare di merda penso a prendere il sole :)

Anonimo ha detto...

Be', se pensi che l'impegno (per qualunque causa) sia una 'colossale perdita di tempo', forse sarebbe meglio per tutti che non ti impegnassi in nulla.
Il mare di merda c'è comunque (e pare sia molto più vasto oggi di allora), anche se stai a prendere il sole.
Do

Anonimo ha detto...

Dei "formidabili" anni del Parini personalmente non ho solo bei ricordi di gioventù. Ricordo anche, e con disagio, il clima di violenza tutt'attorno.
E non parlo solo delle ammazzatine in giro per la città.
Allora, anche chi solamente NON partecipava era sbagliato, anzi, era direttamente un "fascista".
E questo era abbastanza per fargli correre dei rischi.
Il mondo di oggi, per fortuna, in questo è decisamente migliore. Anche se qualcuno è rimasto legato all'imprinting.
Prendiamo le distanze da quei "formidabili anni" e vediamo di andare oltre.
Anche perchè tutta la nostra generazione si tira dietro gravi responsabilità per gli esiti che quel clima produsse.
Cerchiamo di dimenticare, per carità, e far dimenticare.
Lisa

Anonimo ha detto...

Resistere,resistere,resistere,ma non avete capito che a resistere siete rimasti in 4 gatti?La maggioranza degli taliani ha voltato pagina,non vuole vivere di ricordi,non rimpiange nulla di quel periodo.....Vietato vietare...
prima i diritti poi doveri,...ecco gli insegnamenti di quel periodo... personalmente non vedo solo m...a intorno a me... non più di quanto ce ne fosse allora...monito a tutti: pensate con la vostra testa, contate sulle vostre forze , fate leva sul vostro carattere....il futuro è nelle nostre mani! Luca 2

fede ha detto...

"...mi sono fatto l'idea che l'impegno sia solo una colossale perdita di tempo..."

in questa frase è abbastanza evidente la specularità delle nostre idee, o meglio, la suddetta è una conclusione a cui sono arrivato anch'io (ed infatti come ben sai sono immerso come te nel libero mercato) però io non riesco a prendere il sole senza sentirmi profondamente in colpa...

Raibaz ha detto...

Però Fede io non capisco cosa ci sia da sentirsi in colpa, una volta arrivati alla conclusione che ogni sforzo sarebbe sprecato...anche perchè l'inutilità dell'impegno non è responsabilità nè mia nè tua, ma p una cosa ben più radicata...

Anonimo ha detto...

Chi non ha avuto mai paura alzi la mano!! Ho sostenuto l'esame di criminologia con il prof. Guido Galli (grandissimo!) e solo dopo qualche giono lo hanno ammazzato in Statale, proprio di fronte all'Aula Magna. Ma ciò non toglie che quello che facevamo (soprattutto al Liceo) non ci faceva 'perdere tempo', nè era noiosissimo, anzi. E la carriera nelle bierre non c'è proprio stata. E come dice Capanna: formidabili quegli anni. E io aggiungo: formidabili anche le mamme