martedì 28 ottobre 2008

Terry Pratchett - Il tristo mietitore

Tra che in estate ho dato una bella smaltita alla coda dei libri da leggere e la ripresa delle serie televisive che seguo, era un po' che non parlavo di libri, ma non significa che non stia leggendo proprio proprio niente.

L'ultimo che ho finito è di uno dei più grandi geni dell'umorismo letterario (e non solo, visto cos'ha fatto coi Monty Python) mai visti, Terry Pratchett appunto:


La trama del libro parte da una premessa abbastanza semplice anche se già di per sè particolarmente divertente: la morte ha acquisito personalità, per cui i poteri che sono decidono di pensionarla.

Nel periodo di transizione in attesa del sostituto, ovviamente, nessuno può morire, per cui succede un gran cagaio ad Ankh-Morpork, la capitale del mondo disco, che si ritrova invasa di non morti e, cosa più rischiosa ancora, di palle di vetro trasparenti di quelle che se le agiti ci nevica dentro, che come se non bastasse dopo un po' di tempo diventano carrelli del supermercato semoventi e, si scopre, altro non sono che mondi appena nati che rischiano di far sparire il mondo disco.

Morale, mentre Morte cerca di rifarsi una vita lavorando nei campi, un bislacco party di protagonisti non-morti composto da un mago zombie, un vampiro e consorte, un uomo nero che non vuole mai uscire dagli angoli bui e da un lupo che nelle notti di luna piena si trasforma in uomo cerca di capire cosa stia succedendo, grazie all'aiuto di una medium molto Monkey Islandeggiante...e poi direi che il resto della trama non lo spoilero più, anche perchè il post è già abbastanza pieno di nonsense già così (ma non è colpa mia, è tutta roba che succede veramente nel libro :))

Spesso e volentieri Pratchett viene paragonato a Douglas Adams, ma ho letto quello che viene unanimememente considerato il capolavoro del secondo (la guida galattica per gli autostoppisti) e non c'è veramente storia, Pratchett gli caga in testa anche bendato e con le mani legate: se nei libri di Pratchett succede veramente di tutto e ogni insensatezza alla fine acquista un significato, il libro di Adams mi è parso un'accozzaglia di battutine inglesi troppo troppo fiacche per strappare anche solo un sorrisino, mentre leggendo Pratchett più volte mi è capitato di dover trattenere le risate per non fare figure di merda in metropolitana.

Morale, anche se Douglas Adams è di moda, soprattutto tra i nerd che trovano divertentissimo "42" (mah), il mio consiglio è di non stare a perderci tempo e leggere tutto Terry Pratchett, che è la versione riuscita dei libri di Adams :)

4 commenti:

Lario3 ha detto...

Bellissimo!!! :-D

Grazie mille per il commento, CIAO!!!

simona ha detto...

magari rileggiti Douglas Adams con calma e cambierai idea, in Adams c'è tanta filosfia e fa davvero molto ridere.
e non sono una nerd.

Raibaz ha detto...

Boh, a me onestamente Adams ha sempre fatto ridere come un calcio nei denti...però è perchè l'umorismo è quanto di più soggettivo esista al mondo :)

Anonimo ha detto...

Consigliereste questo libro ad una ragazza sedicenne?