venerdì 5 giugno 2009

House vs. Techno

(Come sicurissssimamente avrete notato dal ritmo un po' più blando con cui escono i post su questo brog, ultimamente sto lavorando più del solito, per cui questo post mi è rimasto in gestazione tipo tre giorni, con ovvi effetti sulla coerenza dello stile. Sono troppo pigro per rileggere e risistemare, tanto più che se mi metto a farlo va a finire che non pubblico niente)

Per la serie "quei post che hai sempre avuto in mente ma che non hai mai avuto tempo/modo/voglia di scrivere", oggi l'idea è rispondere a una delle questioni più annose che la storia della musica elettronica ricordi, quella che definisce in maniera inequivocabile, una volta per tutte, cos'è "house" e cos'è "techno".

In realtà, come tutte le definizioni di genere, i due concetti sono completamente astratti, per cui a meno di estremismi non esiste niente che sia puramente house o puramente techno, la stragrande maggioranza cade nella zona grigia che sta in mezzo tra i due.

A dirla tutta, poi, anche storicamente house e techno non nascono come concetti divisi, anzi: i tre che hanno inventato la techno l'hanno fatto proprio influenzati dai parties house di Chicago, per cui la distinzione, se c'è, è posticcia e comparsa in seguito, oltre a essere aleatoria e sfuggente come tutte le definizioni dei generi musicali.

Ma allora, che ne parliamo a fare? Oltre al solito piacere che si prova qui a ballare di architettura, il discorso è interessante per le implicazioni filosofico-sociologiche che comporta e anche perchè, visto che capita spesso che qui usi i due termini per semplificare, almeno chiariamo una volta per tutte cosa si intende qui su questo brog quando si parla di house e cosa si parla di techno.

A umilissimo parere dello scribacchino qui presente, house e techno sono come yin e yang:



Li vedo come nature opposte e complementari della stessa cosa (la musica danzabile): come dice Wikipedia, "Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang" e anche "Ad un certo punto, lo yin può trasformarsi nello yang e viceversa"; proprio come yin e yang e come molti dei dualismi che permeano ogni cultura umana, house e techno sono, rispettivamente, femminile e maschile, emotivo e razionale.

House, è musica festaiola, frifri, una specie di solecuoreammòre con la cassa in 4/4: non dimentichiamo che nasce più che altro in ambienti gay, solo perchè storicamente il djing è appannaggio quasi esclusivo degli uomini, mentre Techno è più virile (salvo poi nascondere della gran omosessualità latente), mentale e anche un po' incazzosa, qualche volta.

House è il caldo dell'analogico e Techno il freddo del digitale (si ricorda che qui parliamo per astrazioni, generalizzazioni e semplificazioni: già vedo i commenti che mi dicono che la Techno di Detroit è caldissima e assolutamente analogica e invece molto housettone fuffa fatto con lo stampino non trasmette alcun calore, lo so).

Quando degenerano, House diventa il poppettino housecommerciale col cantatone e Techno diventa l'idm concettualissima da nerd brufolosi o l'hardtechno incazzata nera, o quella roba al confine tra le due degenerazioni del Gran Visir della techno degenere:


Piaccia o no, lui incarna quello che intendo come Techno portato all'estremo: masturbazioni mentali, celodurismo produttivo ("guarda quanto cazzo è lunga la mia catena di effetti"), musica prodotta con in mente solo ed esclusivamente la sperimentazione, lo spingersi sempre un po' più in là, spesso e volentieri a scapito della musicalità del tutto e con risultati che il più delle volte ricordano un gatto che cammina sulla tastiera.

In realtà però i casi così sono rarissimi ed estremi, la quasi totalità delle produzioni elettroniche clubbeggianti e non fonde in qualche modo l'anima solare e festosa con quella sperimentale e nerd, magari pendendo più da una parte che dall'altra ma praticamente mai in maniera assoluta.

Comunque, riassumendo e andando molto a spanne:
  • Techno == uomo e House == donna
  • Techno == freddo e House == caldo
  • Techno == digitale e House == analogico
  • Techno == cupo e House == solare
  • Techno == ricerca sonora e House == musicalità
Quest'ultimo punto, in particolare, merita un po' più di approfondimento.
Molta Techno (che è una forma breve per "musica col carattere Techno che prevale su quello House") presta il grosso dell'attenzione al design dei singoli suoni in the small, tipo "ao senti che bassata allucinante, ti squaglia l'impianto e ti fa vibrare le interiora": il discorso è valido, tanto per fare qualche nome, per le dubbate recenti come pure per il filone della minimalaglia di un paio d'anni fa.
Molta House, invece (stessa abbreviazione) sposta il focus del processo produttivo a un livello di astrazione più in the large, concentrandosi più sullo sviluppo dell'andamento della traccia, magari riutilizzando la forma della canzone strofa-ritornello, anche per scelta di creare una parte catchy che resti in mente all'ascoltatore.
Che poi, ogni traccia ha il suo bel sequencing con la (o le) pausa & ripartenza, e ogni traccia ha il suo bel mastering fatto accuratamente perchè le bassate ti spettinino e gli alti ti schiaffeggino: la differenza, che fa pendere la bilancia da una parte o dall'altra, sta nell'aspetto su cui ci si concentra maggiormente.

In alcuni, remoti, casi, poi, c'è chi riesce a ottenere risultati eccellenti con entrambi i caratteri, riuscendo a coniugare la ricerca sonora e la perfezione acustica con la cura dell'andamento musicale: credo che si contino sulle dita di una mano, ma, visto che abbiamo deciso di fare nomi, il primo che mi viene in mente è il Marco Carola dei Question, a cui sono affezionato perchè sono stati i miei primi dischi un po' più seri e che, anche risentiti ora dopo anni, mantengono quell'essere "buoni per tutte le occasioni" che li rende una spanna sopra il resto.

Morale, credo di aver chiarito un po' cosa io intendo quando parlo di House e di Techno, il che è ben lungi dall'essere universale, ma almeno potrà essere d'aiuto al lettore affezionato di questo blawg nei molti casi in cui per semplificare uso i due termini per indicare un mood piuttosto che l 'altro :)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sicuro che stai mangiando bene?
Mamma

Luca ha detto...

potresti scrivere un libro : P