lunedì 31 agosto 2009

La Raibazguida a Barcellona

Dopo esserci stato due volte negli ultimi tre mesi, mi sento pronto di dire la mia al turista che si avventuri nel ridentissimo capoluogo catalano.

First of all, la lingua: durante tutto l'anno, ma soprattutto in estate, Barcellona è territorio italiano, il che ha reso il catalano medio in grado di intelligere qualsiasi richiesta formulata nella nostra lingua natia e di articolare una risposta, anche se in realtà la concentrazione di italiani è così alta che se fermate un passante per chiedergli un'informazione la risposta più probabile è "eh, guarda, non lo so" in italico perfetto.

E ancora, sulla colonizzazione da parte degli italiani: se una così massiccia presenza di nostri compatrioti potrebbe scoraggiare ogni aspirante turista, esattamente come accade per Berlino, è vero che, a differenza dell'italiano medio che va a Berlino a sentire "la musica del Bergaine che spacca di cristo zio", l'italiano medio che va a Barcellona è tipicamente la famigliola papà-mamma-figli al massimo preadolescenti, la cui massima manifestazione di italianità ignorante è guardare la Sagrada Familia e dire alla moglie "non si può entrare, non vedi? ci sono i lavori" nonostante il cortile interno sia imballato di gente, per cui anche se in effetti non si respira molta aria di estero la situazione è comunque nei limiti dell'accettabile.

Esaurito il necessario preambolo, veniamo alle cose che bisogna assolutamente fare/vedere, ovviamente al netto di quelle cose da turisti di cui non si può proprio fare a meno tipo un giro sulla Rambla & Barrìo gotico, la Sagrada Familia etc.

La zona più interessante in assoluto è il Raval, l'ex quartiere malfamato attualmente riqualificato grazie ai megaedifici nuovi dell'università, al MACBA e al CCCB (sede del Sonar by day) e praticamente versione un po' meno mainstream del Barrìo gotico: il concept è lo stesso, viettine pedonali strette e in cui è impossibile orientarsi, ma i negozi sono almeno un filino diversi da quelli di una Porta ticinese qualunque e ci sono un sacco di tapas bar carini.

A seguirlo a ruota c'è El born, che sono quattro vie in croce alla periferia del Barrìo gotico dal lato opposto a quello della Rambla, che è sempre "come avrebbe voluto essere Porta ticinese se non l'avessero monopolizzata i tamarri": negozietti piccini di roba designeggiante, tapas bar tranquilli, pochi turisti e soprattutto Origen 99.9%, una minicatena di ristoranti di cucina tipica catalana che propongono solo piatti con ingredienti di stagione e made in Catalunya, in poche parole come lo Slow food senza la spocchia radical chic.

E' d'obbligo anche un giro sul lungomare che va da Barceloneta alla città olimpica, anche solo per rimanere basiti di fronte alla capacità di Barcelona di coniugare la natura di grande città cosmopolita con quella di un paese di mare con la spiaggia (artificiale), ma principalmente per mangiare al Woki, un ottimo fast food in cui si segnano su un foglio di carta tutti gli ingredienti che si vogliono, dopodichè un thailandese li prende, li sbatte tutti in un wok e poi ce li consegna in un pratico cartoncino:

Occhio: sparsi per la città ci sono dei cloni, che si chiamano "Wok to walk", che però hanno l'aspetto molto più plasticoso e McDonalds.

E ancora: in quanto paese civilizzato, a Barcellona ci sono svariati Starbucks, ma il migliore secondo me è quello dentro il Mare magnum, il centro commerciale che c'è tra il monumento a Colombo e Barceloneta, che ha i tavolini fuori con questa vista:


(Non si vede benissimo, ma c'è anche il mare)

Se poi si passa dal Mare magnum, val la pena investire 17 euro e fare un giro all'acquario, che dura un paio d'ore ma merita, soprattutto per il tunnel con attorno la vasca degli squali:


Di quelli che ho visto, credo non arrivi al museo oceanografico "Jacques Cousteau" di Montecarlo, che vabbè è esagerato, ma penso dia una pista all'acquario di Genova, anche se ci sono stato un sacco di anni fa e magari nel frattempo è migliorato.

Sempre lì attorno (ma d'altronde, a Barcellona è praticamente tutto attorno, visto che è piccolina, che la metro funziona daddio e che i taxi costano pochissimo), ogni turista che si rispetti va a mangiare a Barceloneta, ma il turista clued-up che ha letto questa guida sa che deve evitare i ristoranti sul vialone principale e infilarsi nelle viettine laterali scegliendo a caso e basandosi sui menu fuori dai ristorantini: io personalmente ho mangiato due volte a uno che si chiama tipo "La botega d'en Pep", spendendo poco e uscendo soddisfattissimo entrambe le volte, ma è facile che lì in giro ce ne siano altri ugualmente validi.

Tornando in tema di attrazioni più tipicamente turistiche, El corte inglès con la sua deludente terrazza in cima è evitabilissimo se si è già vista la Rinascente di Milano, mentre Parc Guell merita la gita un po' fuori mano anche solo per una delle sudate più aggressive del mondo, tra la salita assassina per arrivarci e l'atmosfera desertica solo-sole-e-cactus che aleggia al suo interno.

Parlando di salite, un consiglio che le guide non danno perchè segretamente detestano i turisti: Barcellona, comunque la giri, è sempre in salita, a volte morbida a volte meno (vedi Parc Guell), per cui le scarpe comode, vera caratteristica del turista esperto, sono indispensabili più che altrove.

Infine, le guide turistiche di solito riportano come punti di interesse da visitare palazzi di grande rilievo artistico, che di solito si distinguono dagli altri edifici perchè hanno la coda all'ingresso e perchè, in effetti, hanno la facciata curiosa made in Gaudì: val la pena al massimo fare una foto alla facciata, anche perchè in estate con quaranta gradi all'ombra fare la coda sotto il sole non è un'idea praticabile.

Morale: gli italiani sono sopportabili, la cittadina è piccina e molto gradevole, la scena notturna, che pure non ho visto perchè ho fatto il turista, è molto articolata e variegata, val la pena di farci un weekend lungo (di più credo non abbia senso, visto che io ho visto praticamente tutto in tre giorni).

3 commenti:

dave_ ha detto...

aggiungiamo un po' di Qltura a questo blogg citando il Museo Picasso, che pensavo mi avrebbe stritolato le balle e che invece ho apprezzato parecchio, soprattutto perchè ho scoperto che Picasso oltre ai quadri CHEnonHANNOsensoCOMUNQUEliGUARDI ha davvero dipinto di tutto!!

dave_ ha detto...

oh, non che non ci sia abbastanza Qltura in questo blogg eh.. dopo Wikipedia è il secondo sito che visito per aQQlturarmi!!

Raibaz ha detto...

Solo che questo è molto più obiettivo di Wikipedia :D

Cmq il museo Picasso l'abbiamo visto da fuori ma per scelta visto il clima estivo siamo rimasti in giro per la città praticamente sempre, tranne per la visita all'acquario su cui mi sono impuntato io :)