domenica 15 novembre 2009

Ho visto l'haka

E quindi è arrivato uno degli eventi più attesi del 2009, il test match di San Siro contro gli All blacks.

In realtà non sono un fan sfegatato dello sport dal vivo, senza telecronaca, senza replay e soprattutto senza divano, tant'è che prima di oggi avevo visto lo stadio della mia ridente cittadina dall'interno solo due volte in ventisei anni, ma la nazionale di rugby a due passi da casa contro una delle nazionali più forti al mondo (e sicuramente la più carismatica) imponeva a ogni costo la mia presenza.

Morale, arrivo allo stadio appena in tempo per beccare qualche amico, previsto e non, tra cui Effemmeffe - piacere di averti conosciuto! - che mi ha fatto il grossissimo favore di liberarmi dal peso di un biglietto che mi avanzava oltre all'ottima compagnia durante la partita, mangiare un panino lurido, bere una birra e fare un rapido giro souvenir, e raggiungo il mio posto in tempo per vedere la fine del riscaldamento.

Ok, non c'è la telecronaca, non ci sono i replay e i sedili plasticosi sono comodi come un calcio nei denti, ma il colpo d'occhio di entrare in uno stadio da ottantamila persone e vedere Parisse & soci che si scaldano è veramente emozionante, come pure emozionante è cantare l'inno assieme ad altri settantanovemilanovecentonovantanove: il Flaminio è storicamente casa della nazionale di rugby, ma rispetto al Meazza sembra un campetto di periferia, per cui speriamo che il movimento continui a crescere come ha fatto negli ultimi tempi per vedere sempre più spesso l'Italia in stadi come questo.

Dopo gli inni e prima della partita, è il momento per cui molti degli ottantamila non rugbistici sono venuti allo stadio: già di suo San Siro soldout e in silenzio assoluto è da pelle d'oca, se poi in tutto lo stadio rimbombano le urla belluine dell'haka il momento è proprio potente; purtroppo da dov'ero seduto l'ho vista di profilo e non di fronte, ma posso capire che l'ultima volta gli azzurri si siano girati di spalle pur di non vederla, visto che incute timore reverenziale anche dalla tribuna.

La partita in sè non è stata una bella partita, ma d'altronde non mi aspettavo certo di vedere del bel gioco: tolti gli angoscianti ultimi 15 minuti di mischie ripetute a oltranza per continui falli dei kiwi senza che l'arbitro concedesse la meta tecnica, in generale l'Italia ha fatto l'Italia, con tanto cuore, una gran bella mischia e tanti errori stupidi ma soprattutto dei calci scandalosi (il dilemma allucinante del numero 10 sembra quello dei terzini sinistri dell'inter negli ultimi dieci anni, Mallett ne cambia uno a partita senza mai trovarne uno valido, e il mediano d'apertura non è esattamente un ruolo ininfluente), mentre gli All blacks hanno fatto le riserve degli All blacks, anche loro con diversi errori anche banali e giusto un paio di giocate degne della fama che li accompagna, ma soprattutto con un atteggiamento assolutamente non all'altezza, visti tutti i calci diretti verso i pali a cercare dei punti facili anzichè in touche per cercare magari di mostrare del gioco.

Chissenefrega, d'altronde: probabilmente il bel gioco lo si vedrà nel prossimo test match dei tuttineri contro la Francia, a sto giro per lo spettacolo bastava la cornice, e la cornice ha reso al massimo.

2 commenti:

effemmeffe ha detto...

Piacere reciproco.
E il favore ce lo siamo fatti entrambi: tu hai recuperato i soldi del biglietto, ma io ho potuto vedere la partita!
Alla prossima occasione.

Luca ha detto...

C'era pure io :-)

http://www.youtube.com/watch?v=dcsfCYk42MQ