OrchestRaibaz, puntata #44 - Hardgroove

Era un po' che avevo in mente di fare un set ad alto contenuto di technoni, se non che oggi c'era un gran sole che mi ha fatto venir voglia di roba un po' più melodica, per cui anche se sono partito con le migliori intenzioni di spaccare le casse a colpi di hardgroove ora di metà set la melodia ha preso il sopravvento, e gli ultimi 5-6 dischi sono molto più da "abbracciamoci tutti e vogliamoci tantobbene" del previsto, anche se ovviamente con una spinta non indifferente.

Un momento di particolare odio va al remix di Chris Liebing di "Virton" di Steve Rachmad aka Ignacio, che è una gran bella traccia ma oggi si è comportata molto male in termini di beatmatch, rovinando un po' l'atmosfera del set...fortunatamente dopo il clima torna stellare, prima grazie alla combo di dischi ad alto contenuto di ilarità gentilmente offerta da Eric Sneo e Carl Cox, due che è impossibile prendere sul serio, e poi grazie alla sequela di capolavori made in SLS e Gaetano Parisio prima che il diavolo lo possedesse trasformandolo in un produttore fuffa.

Il finale è tutto a base di "ti piace vincere facile", con un "Born slippy" che fa sempre la sua porca figura e, soprattutto, col bootleg su Clones che riprende "Energy flash" di Joey Beltram, mica pizza e fichi.

Tracklist, quindi:

Imaginary boy - Evolution one (Frozen)
Andrew Richley & Ryan Rivera - The hard target ep (Danilo Vigorito rmx) (Analog movement creations)
Gaetano Parisio - Ritmatica ep (Conform)
Marco Carola - Question #7 (Question)
Bryan Zentz - D-clash (Intec)
Ignacio - Virton (Chris Liebing rmx)
Unknown - Clones 6 (Clones)
Paco Osuna - Tornado (Zenit)
Mauro Picotto - Taotek (Alchemy)
Henry Chow - The switch (Zenit)
Eric Sneo - Ciao Bella (Beatdisaster)
Carl Cox - Just kick (Intec)
Diego - Mind detergent (Kanzleramt)
Funk D Void - Diabla (Samuel L Session Juice mix) (Soma)
Hertz & Rowdy Sparks - Delicado (Samuel L Session rmx) (Sway)
The advent - Recreations (Gaetano Parisio rmx) (Kombination research)
Underworld - Born slippy (JBO)
Unknown - Clones 004 (Clones)

Per chi volesse scaricare il set, lo si può fare da qui, mentre chi fosse interessato al feed RSS del podcast lo trova qui

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Larry Heard a Torino

Io Larry Heard l'ho sentito qualche anno fa, al Plastic, e già questo dovrebbe bastare a capire la portata dell'evento di cui stiamo parlando, visto che l'unica altra persona per cui ho sopportato la coda e la folla di finti indiesnob del Plastic è Laurent Garnier.

Plastic a parte, il ragazzo (che poi, "ragazzo"...una volta) non è mica l'ultimo dei pischelli, visto che già nell'86 faceva questa roba qui:



E di fatto è uno dei padri dell'house music.

Venerdì i ragazzi di Secret mood proseguono lungo il filone delle leggende viventi, affiancando il buon "signor dita" a Theo Parrish e a Moodymann, già passati da loro di recente.

Il party con Moodymann, a gennaio, è stato una figata allucinante, per cui a questa replica io non mancherei per niente al mondo, e anche voi non dovreste.

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Resistere alle tentazioni



Io non lo so fare.

Collectors' edition comprata al day one, nonostante la rete sostenga in maniera quasi unanime che è una chiavica.

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OrchestRaibaz, puntata #43 - Classy house

Lunedì lavorativamente stancante, non si ha troppa voglia di menare come degli ossessi come avevo pensato di fare durante il weekend (sarà per settimana prossima), per cui del pacco di dischi arrivato fresco fresco da decks.de ho pescato solo le cose più tranquille e di classe.

La partenza è delle più intellettuali, col remix sbilenco e malato del buon Riccardino Fuffolo su Cadenza che, assieme all'altro lato, anch'esso splendido, di Carl Craig costituisce una delle migliori uscite dell'etichetta del cileno baffuto, ma è solo un preparare il terreno all'apoteosi dell'intellettualismo e dello snobismo musicale, quel remix di Appleblim effettivamente molto carino ma che ci vorrebbe veramente del coraggio (o una parete anti pomodori) a proporre a un dancefloor per quanto è loffo; ma chissenefrega, noi siamo in radio, non in un club, e possiamo indulgere in lentezze e mollezze, comodamente adagiati sul divano con gli auricolari o, per gli affezionati del podcast, la mattina in metro nell'ipod.

Anche il prosieguo del set non raggiunge mai livelli di fomento esagerati e anzi, si mantiene su un mood piuttosto tranquillo, offrendo un'ulteriore riprova della versatilità dell'Exprezoo di Padice, che dove lo metti lo metti fa sempre la sua porca figura e, soprattutto, del Vakant LTD di Dario Zenker, senza dubbio il disco più bello di questa stagione invernale per l'atmosfera "abbracciamoci e gettiamo le mani al cielo" di chiara ispirazione Funk D'voidesca ma col groove che il buon Dario ha sempre avuto nel sangue.

A chiudere il set, un promo ultraadvance che veramente non ce l'ha nessuno al mondo teloggiuro (fondamentalmente perchè me l'ha passata Nig stasera), che è la versione definitiva della traccia della mia boy band preferita che uscirà su Exprezoo tra due uscite, dopo quella di UES, il bellissimo remix di Reboot del disco tenerone di Frivolous e, soprattutto, un remix breaks di uno dei dischi più belli della stori della techno.

Riassumendo, quindi:

Petre Inspirescu - Evar (Barraca)
Mirko Loko - Tahktok (Villalobos' "Hilery chant" rmx) (Cadenza)
Bernard Badie - Move to the beat (Mojuba)
My my & Emika - Price tag (Appleblim rmx) (Aus)
Gadi Mizrahi (Spectral)
Dapayk Solo - Green (Dapayk)
Russ Gabriel - Spirits (Mobilee)
Rio Padice - Don dragone (Exprezoo)
Alex Niggemann & Superlounge - Mama said (iO remix) (Bla bla)
Dario Zenker - Belfort (Vakant ltd)
Alexxei'n'Nig - Chicago skyline 2 (Exprezoo)
Unknown - Unknown (Beee)
Frivolous - C:\My consciousness (Reboot "Rebuttal" rmx) (Cadenza)
Inner city - Good life (Way out west rmx) (Pias)

Per chi si fosse perso lo streaming o volesse risentire il set, lo si può scaricare da qui, mentre da qui ci si può sottoscrivere al feed RSS del podcast per esser sempre aggiornati quando pubblico un set.

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Nick Harkaway - Il mondo dopo la fine del mondo

Quando compri un libro basandoti sul riassunto della sovraccoperta, mentre lo inizi la sensazione d'azzardo è ancora maggiore rispetto, ad esempio, a un libro comprato dopo un consiglio fidato, perchè stai per investire del tempo in qualcosa che potrebbe rivelarsi un'emerita cagata.

In alcuni casi, invece, compri un libro perchè la sovraccoperta ti attira, ma poi il contenuto (come nel 90% dei casi) non c'entra un cazzo col riassunto eppure è buono comunque, come nel caso di questo Nick Harkaway, nome ignoto ai più ma dal DNA importante, visto che è figlio di John Le Carrè.


In dettaglio, il riassunto parlava di "guerrieri ninja", che è di per sè sufficiente a spingermi all'acquisto d'impulso di un libro, ma poi nella vicenda i ninja suddetti compaiono in maniera del tutto marginale, anzi, come dei veri ninja, ci sono sempre ma non si vedono quasi mai.

In realtà, nel libro c'è di tutto, dal maestro di arti marziali anziano alle mutazioni genetiche, dai paesaggi postatomici alle critiche alla burocrazia, e la cosa che lo rende un ottimo libro è che nonostante la quantità di carne al fuoco sia enorme alla fine torna tutto e i pezzi del puzzle si sistemano alla perfezione, dimostrando che episodi apparentemente slegati tra loro facevano parte di un disegno studiato e costruito con molta cura.

Ma non è l'unico punto di forza del libro nè il più importante: quello che davvero fa fare il salto di qualità a "Il mondo dopo la fine del mondo" è il carisma incredibile che hanno tutti i personaggi: dalla coppia di protagonisti all'ultimo dei comprimari incastrato solo per dare qualche dettaglio all'ambientazione, ogni figura che abita il mondo dopo la fine del mondo ha una personalità ben definita e immediatamente riconoscibile, talvolta al limite della macchietta come nel caso del maestro di arti marziali o dell'istruttore dell'esercito e in altri casi grazie al loro essere completamente fuori dagli schemi, come la congrega dei mimi e il suo capo, l'unico a cui è consentito parlare, e il risultato è che diventa impossibile staccarsi dal libro anche solo perchè bisogna a tutti i costi sapere che ne sarà di ognuno di loro.

Ma non basta: ci sono anche un paio di colpi di scena davvero ben raccontati, uno dei quali è il perno centrale attorno a cui ruota tutta la vicenda (e che quindi non spoilererò), che ti lasciano piacevolmente stupito e ti fanno arrivare a metà libro con l'imperativo categorico di arrivare alla fine prima possibile per sapere cos'altro si inventerà Harkaway, che in effetti nella seconda parte del libro si inventa davvero di tutto a partire dalle copiose basi che ha gettato nella prima metà.

Morale, per farla breve questo è uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi anni, compratelo subito.

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