domenica 19 aprile 2009

Il report del concerto dei Prodigy alla Wembley arena

Ok, mi è passata, mi sono ripreso, posso scriverne.

Non è vero, non mi è ancora passata, ma ne scrivo uguale.

Partiamo dalla fine: è stato oltre ogni più rosea aspettativa, per cui chi volesse semplicemente sapere se mi è piaciuto può smettere di leggere qui e andare a cercare dei video su Youtube.

Ok, lo aspettavo con ansia e di recente credo di aver adeguatamente sfrangiato le palle a chi mi legge parlandone spesso e volentieri , ma ho l'attenuante: quando ero ggiovane e andavo a un liceo veterocomunista in cui tutti ascoltavano solo ska e punk e io ero il tamarro della situazione, Experience (che ho scoperto molto in ritardo) e Music for the jilted generation sono stati i dischi della mia ribellione adolescenziale, per cui l'adorazione che ho verso Liam Howlett è tale che potrebbe anche mettersi a fare dischi campionando solo Califano senza perdere punti.

Premessa doverosa, quindi: il mio giudizio non è assolutamente obiettivo nè vuole esserlo, sono un fan e non me ne vergogno, eccheccazzo, ognuno è fan di qualcosa nel suo piccolo.

Ma iniziamo il resoconto della serata partendo dal pre, che è comunque meritevolissimo: la lochèscion, la Wembley arena, è praticamente un incrocio tra la compostezza di un teatro, soprattutto nel foyer, e le dimensioni di un megapalazzetto tipo il Forum di Assago, in sostanza una di quelle strutture possibili solo a nord delle alpi; arriviamo con un anticipo esagerato per aver sottovalutato l'immane rapidità dell'underground londinese, prima ancora dell'apertura dei cancelli e il primo fenomeno a lasciarmi stupefatto è la compostezza della coda, assolutamente non "all'italiana".

Perquisizione di rito come in quasi tutti i locali pubblici inglesi, giretto nel foyer per comprare la maglietta e un paio di hot dog di plastica e cerchiamo i nostri posti, ovviamente liberi e neanche troppo lontani: sta già suonando un ignoto, tal dj Horx, che solo ora guardandogli il myspace scopro essere non solo il supporting dj ufficiale dei Prodigy, ma anche una delle menti della XL e soprattutto il signor Positiva records, che ha stampato roba tipo "i like to move it" dei Reel 2 reel e "seven days & one week" di BBE, anche come The bucketheads - "The bomb", megahit housecommerciale 90s e "Circles" di Adam F, uno dei più bei dischi d'n'b di sempre...mica pizza e fichi, e infatti il suo set è veramente una meraviglia di suoni che arrivano direttamente dagli anni 90 senza passare per il terribile filtro del nu-sarcazzo...standing ovation per lui.

Ma le sorprese non sono finite: arriva il supporting act ufficiale, Dizzee Rascal, che conosco praticamente solo di nome, ed è molto piacevole: mischia a dovere hip hop, dubstep, grime e techno senza soluzione di continuità, mantenendo come unico filo conduttore i propri virtuosismi da MC; davvero bello, davvero coinvolgente, davvero sorpresa, ma al ventesimo "make some fuckin' noise" in 10 minuti la qualità migliore del suo set diventa che dura solo un'ora e si leva dal cazzo in fretta: promosso, ma a piccole dosi.

Ormai il party è iniziato a dovere e per fortuna dura poco anche l'intermezzo necessario a montare il luna park di Liam, dove 'per fortuna' non è dovuto tanto all'intermezzo in sè per sè quanto all'ingombrante e fastidiosa presenza di Dj Hervè a sonorizzare il lasso di tempo con della roba veramente troppo troppo troppo inglese, a cavallo tra il "infilo dentro due dischi dubstep a caso perchè fa figo" e lo scorreggione più banale: comunque ti tira in mezzo perchè sei già contento che stai per sentire i Prodigy e perchè l'impiantone ti fa vibrare anche le gengive, ma col senno di poi davvero una palla atroce.

Ridendo e scherzando, quindi, s'è fatta una certa e sono ancora asciutto, pulito e ignaro del fatto che nel giro di meno di due ore sarò sudato come non s'era MAI visto, ma appena si spegne tutto e la sirena annuncia "World's on fire" realizzo.

No, forse non ho ancora realizzato, forse - mi dico - vado a casa con le ascelle un po' pezzate, ma chissenefrega, torno in hotel e faccio una doccia.

Rimango di quest'idea per tutta "Their law", ma mentre grido "fuck'em and their law" e poi "insane, insane, insane" su "Breathe" e canto "Omen", sento la gola cedere e penso che ok, andrò a casa con le ascelle un po' pezzate e con la voce roca.

Paradossalmente, comincio a fare le prime goccioline sulla fronte sulla traccia più lenta, che si rivelerà poi essere l'unico momento per prendere fiato - si fa per dire - dello show: ma grazie al cazzo che sudo, è "Poison", oltretutto conclusa con un minireedit live da un paio di minuti con la metrica dubsteppeggiante e il vocal spezzettato che valeva da solo il prezzo del biglietto.

Da lì in poi è delirio allo stato brado: Keith, che ancora praticamente non s'era visto perchè la scena la teneva quasi da solo Maxim, manda il compare a riposarsi qualche minuto e si prende i suoi meritati applausi con una "Firestarter" che anche da lontano dov'eravamo seduti noi suona come un pugno in faccia lungo cinque minuti, grazie anche all'aggiunta del muro di schitarrate aggiuntive; dopo una schiaffeggiata così, in pieno stile prima-ti-meno-poi-ti-ribbalto alla Liam Howlett, i ragazzi infilano una combo "No good (start the dance)"-"Warrior's dance" e io sono definitivamente spettinato e sudato fradicio pur avendo (fortunatamente) la persona più vicina a qualche metro di distanza.

E ancora, non ci si fa mancare niente: prima di prendere fiato per meno di un minuto c'è tempo per "Voodoo people", ma è dopo il break, su "Invaders must die", che perdo ogni cognizione logica, sbatacchiato in su in giu a destra e a sinistra dalle cannonate di Liam.

Ok, fin qui hanno fatto praticamente tutte le tracce "grosse", cosa tireranno fuori ora? Avranno già finito? No, sorpresa! "Blows your mind, drastically, fantastically!" non c'è Kool Keith a cantarla e Maxim si arrangia come può, ma "Diesel power" in una nuova versione live è veramente un missile terra-aria; e ancora, tutti parlano di revival 90s, vuoi non fare almeno una traccia da Experience? Voila, "The horns of Jericho" e siamo a un rave illegale sulla M5.

E' passata un'ora e sembrano dieci minuti, dieci minuti passati in un altoforno correndo i 400 ostacoli visto lo stato in cui mi trovo: la maglietta è completamente inzuppata, grondo da ogni poro, ho persino i jeans pezzati e come me, se non peggio di me, tutti gli altri presenti, Prodigy compresi.

Ma Liam si risparmia/ci risparmia? Quando mai! "Change my pitch up, smack my bitch up!" ok, inflazionatissima, l'ho sentita così tante volte che quasi non ne posso più, ma sentita così, con le gambe che fanno male dopo un'ora a saltare e il resto del corpo e dei vestiti ormai coperti da uno spesso strato di sudore, con la bassata che ti colpisce lo stomaco e le percussioni alte che ti prendono a ceffoni in faccia, è come se non l'avessi mai sentita.

Non ce la faccio più, Liam e i suoi mi hanno veramente distrutto a colpi di cassa, muraglioni di synth e ritmiche spezzate ma drittissime ma spezzate ma drittissime, e Liam lo sa e decide di farci gridare tutti "Take me to the hospital"...e siamo ancora al rave di prima, negli anni 90, stavolta rivisitato in chiave moderna, ma non troppo perchè il colpo di grazia finale, per farci cantare tutti e mandarci a casa col sorrisone fino alle orecchie è ancora anni 90 ma di quelli veri, è "Out of space".

Luci accese e la melodia di "Stand up" ci manda a casa striscianti, distrutti e con uno dei migliori show di sempre ancora negli occhi, nelle orecchie e nello stomaco che cesserà di vibrare solo moooooolto dopo.

Morale: tutte le tracce "famose" di Music for the jilted generation e The fat of the land, un paio di sorprese da Experience, ovviamente un sacco del nuovo Invaders must die...e Always outnumbered, never outgunned? Pissed, ignorato completamente: si sa che è l'album più debole dei cinque, si sa che a Liam stesso non piace (ho letto un'intervista su Time out London in cui lo definisce una caduta necessaria per riuscire ad arrivare al nuovo album), ma la scelta, peraltro non ripetuta il giorno dopo visto che a detta del Melkio un paio di tracce le hanno fatte (ma non hanno fatto No good!), di tralasciare del tutto un intero album su cinque mi ha lasciato sorpreso, nè piacevolmente nè negativamente, solo sorpreso.

Ad ogni modo, a parte questo è stato forse il miglior concerto che abbia mai visto: ok, sono un fan, ma cazzo di live show che fomentino così tanto io davvero non riesco a farmene venire in mente.

Edit: il Melkio ha fatto un video così bello che non riesco a non embeddarlo qui :)

3 commenti:

Luca ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=UsbZY_Q4j6I

Raibaz ha detto...

Oh, Gesù.

Orologiaio Frustrato ha detto...

merda... e pensare che io li ho mezzi snobbati a new york, volevo assolutamente andare a un concerto e c'erano "solo" i prodigy alla roseland ballroom, posto storico... ho provato a interessarmene ma sembrava soldout e quindi niente. magari alla fine un biglietto al locale l'avrei trovato...
vabbè li vedrò questa estate in ungheria. e li avevo già visti due anni fa, sempre in ungheria :P

la tua descrizione mi ha fatto venir voglia di vederli, però!