mercoledì 23 giugno 2010

Chemical Brothers - Further

Io Ed e Tom li aspettavo un po' al varco, mi pare scontato: l'ultimo album di inediti doveva essere una roba che "ao ci siamo rimessi a fare la techno quella vera, spacchiamo di cristo" e poi invece era lapeggiommerda degli ultimi 150 anni, poi è uscito "Brotherhood" e l'unico inedito era molto molto bellino (anche se graziarcazzo, era una battle weapon e le battle weapon sono sempre valide), per cui dici "vabbè forse non si sono completamente squagliati il cervello"; adesso escono con un album intero di roba nuova e il sentimento è quel misto di speranza e terrore cieco che ti assale quando sai che degli eroi della tua infanzia sono in bilico tra il crollo totale e l'ennesima riconferma del proprio eroismo.



E riconferma sia.

I due ragazzi sono cresciuti, sono maturati, forse sono addirittura un po' invecchiati e il loro ormai quasi ventennale percorso di carriera si sente tutto: sono passati quasi indenni dal big beat, dai technoni, dalle cose "manialcieloeabbracciamocitutti" alle contaminazioni (fallite) con altri generi, sono sopravvissuti a mille mode e ondate una dopo l'altra e, dopo quasi vent'anni, sono ancora lì, a fare ste tracce che ti lasciano con gli occhioni illuminati e il groppo in gola.

Il mood di quest'album, tra l'altro prodigioso per coerenza interna e continuità, è per capirci molto "à la Star guitar", proprio quel "manialcieloeabbracciamocitutti" che poi a voler fare i precisi ha pure un suo termine tecnico legato a questioni di sostanze stupefacenti, quello "shoom" reso famoso da Danny Rampling e soci e che non riesco a fare a meno di pensare che sia almeno riecheggiato dal titolo di "Swoon", una delle tracce migliori del pacchetto oltre che una di quelle più shoom-inducing.

Morale, per l'oretta o poco meno non si suda più di tanto, non ci si gratta il pizzetto con fare intellettuale, fortunatamente non si prova neanche l'impulso di scagliare il cd contro il muro come succedeva con "We are the night"; semplicemente, si fa quella faccia con gli occhioni lucidi che solo i Chems e pochi altri, al mondo, sono in grado di farti fare.

Quella faccia che avevi quando dopo aver passato due ore e passa schiacciato contro il muro durante il loro dj set ai Magazzini imballati come non mai il locale iniziava a svuotarsi e loro suonano "Out of control" per te e quei pochi fan hardcore che sono riusciti a resistere fino alla fine, quella faccia di quando hanno fatto l'allucinante versione live di "Star guitar" che mi ha riappacificato col mondo dopo che il pogo su "Hey boy hey girl" mi aveva quasi ucciso; quella faccia che probabilmente avrei avuto, all'ennesima potenza, se fossi riuscito ad andare a vederli al Sonar che invece ho dovuto paccare per cause di forza maggiore.

In definitiva, quindi, album promosso a pieni voti pur non avendo ancora visto il dvd dell'edizione limitata nè avendo sentito le tracce che, si dice, verranno rilasciate solo in rete perchè non erano coerenti col concept dell'album ma che comunque a Ed e Tom piacevano lo stesso.

7 commenti:

noto ha detto...

Condivido i tuoi giudizi, la mia unica perplessità riguarda "Horse Power".
Il pezzo, infatti, si discosta dall'anima psychedelic rock del resto dell'album, sparando sull'elettronica sporca, e andando a lavorare su una scala e su di una ritmica pericolosamente simili a "Hey Boy Hey Girl". 'Sta mossa non l'ho capita.
Per il resto, album fantastico sotto tutti i punti di vista.
Una curiosità: ascoltatevi "Baba O'Riley" degli Who e poi "Escape Velocity" dei Chem. Secondo me è voluto, proprio per sottolineare la linea rock e hippie dell'album, voi che dite? :)

emiliano ha detto...

davvero è così bello? io sono un fan delle electronic battle weapons, davvero paurose, il resto della discografia dei chemical mi è sempre parso di livello molto più basso rispetto a quello che vogliono farci credere, ma... non so, se di questo ne parlate tutti con tanto entusiasmo, proverò ad ascoltarlo quanto prima..
per me però orbital, leftfield e underworld restano inarrivabili, tutti gli altri gruppi di elettronica da concerto live, dai faithless ai prodigy passando per justice o groove armada e compresi i chems, mi hanno sempre mostrato un rovescio della medaglia :(

Raibaz ha detto...

Be parliamone: i Leftfield non li ho visti, gli altri quasi tutti si e secondo me gli Orbital (visti al Sonar, mica al festival della salamella) sono una spanna sotto i Prodigy e i Chems, che ho visto tre volte e non mi hanno mai deluso.

I Faithless così così, mentre i Groove armada concordo che siano fuffa e Justice vabbè chettelodicoaffare :D

Cmq intendiamoci: non è un album rivoluzionario, ma mi ha sorpreso in maniera molto positiva rispetto a quella merda pelosa e fumante che era l'album precedente.

emiliano ha detto...

terribili i prodigy, terribili..o sono io ad averli sentiti in uno dei momenti più bassi della loro carriera??
sui justice concordo, non ho resistito più di due pezzi (e we are your friends era il secondo..)
i chems in realtà non sono mai andato a sentirli, ma sono proprio i pezzi che non mi piacciono, a parte pochi (concordo su starguitar e out of control, figatissime..ma pochi altri)
però va beh sono questioni sterilmente soggettive, in fondo..
ah dimenticavo i miei idoli di sempre, soprattutto dopo aver visto il circo che mettono su dal vivo: basement jaxx :))))))))

Raibaz ha detto...

Ma no, quando li hai visti i prodigy? Io li ho visti ad aprile scorso ed è stata una delle sudate più colossali di tutti i tempi...per capirci: http://www.raibaz.com/2009/04/il-report-del-concerto-dei-prodigy-alla.html

Tra l'altro il giorno dopo li ha visti pure Melchionda ed era dello stesso parere, quindi mi sa che tu li hai visti in un momento buio, tipo ai tempi di always outnumbered blablabla...

Ai chems invece secondo me dovresti dare una chance live, visto che dal vivo rivisitano tutte le tracce in uno stile molto più vicino a quello delle battle weapons che non a quello degli album in studio, quindi secondo me potrebbero non dispiacerti...in compenso mi hai incuriosito un sacco sui basement jaxx :)

emiliano ha detto...

i prodigy? lowlands 2001, una pena: base del pezzo, voce sfiatata sopra, fine del pezzo. urla del pubblico. altra base, voce sempre più boccheggiante, fine della base. urla.. una specie di karaoke. giurai di non averci più a che fare!!
i basement jaxx non sono proprio questi mostri dal vivo, ma creano un'atmosfera incredibile e molto free, il palco si riempie sempre più di gente che non se ne va più via, chi canta, chi soffia in una tromba, chi balla con i tamburelli, loro in mezzo che aggiungono scratches a caso.. se sei nel mood giusto, una festa iperconcentrata. anche se i loro ultimi due dischi non sono granchè.. però remedy e la prima atlantic jaxx resteranno sempre di una bellezza commovente, per me.
ah a proposito, ho sentito further
e in effetti è un album impressionante, davvero molto coeso..!!

Anonimo ha detto...

ciao