domenica 12 dicembre 2010

Addio Milano, addio Itaglia: Akufen al 4cento

Giusto nel post precedente e nei suoi commenti parlavo di come un po' di crisi e di contrazione del "mercato" del clubbing in itaglia, attualmente sovrassaturo e rigonfio di offerte merdose, potessero solo fargli bene, ed ecco che stasera accade l'evento che dimostra come avessi ragione al 101%.

Antefatto, settembre 2010: vengo a sapere che da lì a tre mesi, stasera per l'appunto, uno dei miei artisti preferiti, se non IL mio artista preferito, Akufen, viene a suonare nella mia ridente cittadina, famosa nel mondo per la sua offerta clubbistica loffa e scadente composta di party del cazzo con artisti modaioli di cui ho già avuto a lamentarmi in altre occasioni.

Esaltazione, giubilo, felicità.

Comincio già da settembre a spolverare e lucidare, in attesa di fargliele firmare, le mie copie della sua reinterpretation del Forcept 01 su Minus, forse il disco che ho suonato di più in assoluto e uno di quelli che sento più "miei" (assieme al Cadenza 004) e di Quebec Nightclub, uno dei Perlon più belli di un catalogo ricco di capolavori, per capirci questo:



Insomma, tre mesi in modalità "bambino dell'asilo la sera prima di natale".

Ora, dovete sapere che il 4cento, il fortunato locale che ospiterà la performance di cotanto genio, ha sempre avuto fama di avere politiche di selezione un po' rigide, fama un po' esagerata dal fatto che arrivando presto e senza artifizi di sorta sono sempre entrato senza alcun problema, comunque tanto per inquadrare un po' la situazione, trattasi di ristorante (!) abitualmente popolato di uomini di mezza età in camicia&giacca, il cui proprietario pur sapendo che alla sua clientela abituale non frega un cazzo del clubbing una volta al mese fa un artista serio, tipo che negli anni passati mi è capitato di vedere Kenny Larkin e Sis prima che diventasse famoso, ma ci sono stati anche Dandy Jack e A guy called Gerald, tra gli altri.

Insomma, una programmazione di tutto rispetto in un posto che non c'entra una fava.

Giusto per completezza e per dovere di cronaca e per farvi capire con che entusiasmo attendessi questo party, riporto anche l'articolo sulla serata di Akufen che un mio amico che lavora per Zero mi aveva chiesto di scrivere e che poi non è stato pubblicato:
Praticamente, più che un party, un’opera d’arte.

Prendi il 4cento e il suo clima elegantissimo, fatto di gente raffinatissima e anche un po’ attempata & ingessata, aggiungici i clubber che una volta ogni tanto lo invadono col loro spirito festoso e casinaro e mescola il tutto con uno di quei musicisti che danzano sulla linea di confine tra il genio assoluto e la follia più totale, uno che ha stampato un album fatto solo di campioni presi dalla radio: anche solo l’idea di mettere insieme questi ingredienti ha qualcosa di geniale.

Con una miscela così curiosa di persone e le infinite sorprese e pazzie di un set di Akufen potrebbe succedere qualsiasi cosa: non dite che non vi avevamo avvertito.
Morale, visto che è un party a cui tengo inizio già dal pomeriggio a mobilitare i miei contatti per avere certezza di riuscire a sentire Akufen, partendo dal mio amico suddetto e arrivando a chiamare direttamente il locale, il cui proprietario si mostra restio fin dall'inizio all'idea di avere un cliente entusiasta e mi spiega che il party è solo su invito, ma che comunque se siamo solo in due (io e Silvia) belle persone (!) e arriviamo presto non c'è problema.

Alle 23.45 pacco degli altri amici con cui ero, sfanculo tutto e alle 00.20 sono davanti al 4cento, con la mia borsa contenente i due capolavori e il pennarellino e con un sacco di entusiasmo, rassicurato dalla telefonata col proprietario....proprietario che invece ci spiega che non può assolutamente farci entrare perchè blablabla.

Non essendo persone abituate ad elemosinare gli ingressi ai party, ci giriamo e torniamo a casa, con la ferma decisione, se ancora ce ne fosse bisogno, di mandare affanculo la ridicola club scene italiana e soprattutto milanese, caso unico al mondo in cui i ristoranti, i club per appassionati di musica e i locali per quarantenni in cravatta non riescono ad avere un'identità propria e devono mischiare le cose a caso.

Certo, mi rendo conto che è pieno diritto del signor 4cento organizzarsi la sua festa privata chiamando a suonare Akufen, o dj Padrepio o chi cazzo pare a lui, ma in tal caso non ha granchè senso pubblicizzare la cosa sul principale organo di stampa della club scene milanese, oltretutto lamentandosi in prima persona che l'articolo pubblicato non lo incensa abbastanza, nè soprattutto ha senso prendere per il culo il povero appassionato di turno facendogli fare dei chilometri per niente: per mia fortuna il party era non lontano da casa mia, ma non penso proprio che le cose sarebbero andate diversamente se avessi guidato per delle ore per venire a sentire Akufen da un'altra città.

Morale della storia, la prima ovvia conclusione a cui mi ha portato questo ennesimo episodio di idiozia dei promoter della mia cittadina è il definitivo abbandono da parte mia di ogni forma di clubbing (ammesso che così lo si possa chiamare) nella mia ridicola cittadina e tendenzialmente, salvo rare occasioni, anche nella mia nazione, l'unica al mondo in cui mi è capitato di vivere esperienze del genere, l'unica al mondo in cui un appassionato di musica che vuole sentire un artista di suo gradimento deve iniziare a cercare agganci per l'entrata nel locale giorni prima, e non è detto che gli basti.

Sono stufo di questo finto clubbing fatto di contenitori vuoti, di organizzazioni improvvisate che giocano la carta della finta esclusività per mascherare il fatto che non hanno altro da offrire, di situazioni che rendono l'idea di andare a un party fonte più di sbattimenti che di soddisfazione.

Sono stufo perchè lo vedo succedere solo qui, sono stufo perchè so che non deve per forza essere così, sono stufo perchè ho visto coi miei occhi come sono i party fatti con in mente idee come la condivisione di una festa con altre persone con la tua stessa passione, sono stufo perchè non si può lasciare la gestione di qualcosa che mi piace e che mi sta a cuore in mano a organizzatori improvvisati.

Certo, del mio abbandono alla club scene milanese e italiana non potrebbe fregare di meno: le decine di organizzatori improvvisati continueranno a proliferare sulle spalle di quei tanti convinti che clubbing significhi code interminabili, politiche di selezione ridicole, location scadenti gestite da incompetenti e sempre gli stessi tre o quattro dj di Berlino, almeno fino a quando non arriverà un'altra moda spostando le attenzioni di tutti gli organizzatori in cerca di facili guadagni verso qualcos'altro e riportando il clubbing a una dimensione più sensata.

Fino a quando questo non succederà, e credo che sarà un lasso di tempo piuttosto lungo, invito voi tutti miei (pochi) lettori, e soprattutto voi pochissimi che avete avuto il coraggio di arrivare fino alla fine di questo lungo e noioso post, a riflettere sulle parole di Chris Liebing all'indomani di un evento tragico come la recente strage della love parade:
To really change something, we have to start with ourselves. We as DJs, we have to be even more sure about the “Who” we are playing for and the “Where” we are playing at – only like this, the fans can get a better orientation of where it is worth going and where it is save to celebrate. Basically everybody can change a lot with his or her behaviour in this world. The more alert we go through life, the more conscious we can make choices between good and bad products, services, events or other things. Like this we minimize the scope of action for cold-blooded profiteers.
Se il clubbing fa così schifo, un pochino la responsabilità è anche nostra che abbiamo permesso alle persone che lo hanno rovinato di prendere piede.

Il minimo che possiamo fare è evitare di dar loro i nostri soldi e il nostro tempo.

21 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido al 100%, condivido il discorso dell'improvvisazione, della finta esclusività, delle code senza senso. Ero al Pacha a NY, ho mandato una mail, mi hanno messo in lista facendomi risparmiare 30 euro. Sono entrato in 5 minuti e ho ascoltato Luciano Dietz Reboot. Ecco la differenza.

fede ha detto...

massima solidarietà!

io ormai salvo poche eccezioni solo estero e sto bene così

Anonimo ha detto...

Chissà perchè è successa la stessa identica cosa a me! Ho buttato 30 euro in taxi per sentire inutili spiegazioni. Se fossi arrivato tardi ci sarebbe anche stato un motivo in più di essere respinti...ma mezzanotte non mi sembra un'ora sbagliata per andare in un locale il sabato sera!
Solo in Italia succede questo!
In precedenza:
Martedì 7 dicembre. James Zabiela all'Amnesia (location che avrei anche preferito evitare...ma purtroppo l'evento era li); mi presento li davanti a mezzanotte e mezza, aspetto circa una decina di minuti per entrare, entro, vado alla cassa e chiedo a che ora avrebbe iniziato a suonare James. Loro mi dicono tra l'una e l'una e mezza dovrebbe iniziare, e pago "23 EURO" di ingresso. mi bevo qualcosa e all'una mi avvicino verso la consolle. Zabiela non c'era ancora. L'una e mezza niente. Arrivano le due e inizio a chiedere a qualcuno del locale se stava arrivando, e loro mi dicono si è solo un po in ritardo. Alle due e mezza faccio una telefonata ad un mio che era a casa chiedendogli a che ora era scritto che iniziasse effettivamente il dj set. Lui mi dice che sulla sua pagina ufficiale Zabiela aveva scritto un intervento nel quale spiegava che non sarebbe potuto venire per motivi personali, che da quello che ho capito erano legati alla salute della madre.
Questo intervento era stato scritto diverse ore prima dell'inizio della serata...e quindi comunicato in tempo. Io stupidamente non mi sono informato, e sono andati nel locale sicuro che lui c'era.
Dopo aver saputo ciò, torno immediatamente davanti la cassa lamentandomi nervosamente ma cmq educatamente della presa per il culo che avevo ricevuto. Non ho chiesto i soldi indietro. Non mi serve elemosinare soldi a dei ladri. Ma gli faccio notare della situazione ridicola che avevano creato e che si dovevano vergognare. E sono sicuro di non essere stato l'unico ad esser preso in giro, cosa strana però è che ero l'unico che si stava lamentando. Dopodichè il buttafuori mi ha invitato molto non cortesemente ad uscire dal locale. "Non ti preoccupare! vado via subito! Tornerò sicuramente a trovarvi! gli dico. Mi fumo una sigaretta aspettando che escano anche i miei amici, e giurandomi che per certo quella sarebbe stata l'ultima volta che entravo sia in quel locale che in altri dove cmq avevo ricevuto un trattamento di merda (in misura molto minore naturalmente). Ieri ci ho riprovato con Akufen ma non è andata bene a quanto pare. Sono stato ad eventi in ogni parte del mondo, anche senza essere in una lista, e non ho mai avuto problemi. Forse è ora di cambiare l'organizzazione in Italia. O forse è semplicemente arrivata l'ora di non prender più parte a queste cose qui.

jimmy ha detto...

Beh Raibaz..Berlino non mi sembra così democratico..esclusività diverse per caritàànon paragonabile al 4cento, però la democrazia di clubbing stile Paesi Bassi non c'è nemmeno fuori dall'italia..E cmq mandali a cagare, la camicia non è da club

Raibaz ha detto...

Dimitri infatti non è un caso che Berlino ormai sia un covo di italiani, che sono gli unici a pensare che "esclusivo" e "figo" siano sinonimi :D

fede ha detto...

fortunatamente il 25 ha chiuso e al berghain invece la rigida selezione guarda caso c'è solo alle serate più commerciali, mentre per dire alle feste sub:stance si entra tutti appassionati per primi!

jimmy ha detto...

ok, fede, ma potrò essere un appassionato anche se non è la substance night?

fede ha detto...

certo basta non presentarsi marci alle 6 o con una camicia paul smith da 300 euro quando suona dubfire

Anonimo ha detto...

kk

Anonimo ha detto...

Raibatz non iniziamo sul discorso berlino ti prego. Li viene fatta, nei posti intelligenti, una selezionwe basata sul fatto che se entri vuoi/ti interessa sapere il motivo di ingresso al club. Poi Fede ha ragione. I fighetti i marci i commerciali italiani sono respinti. meno male. non confondere Berlino con chi fa il techno turista scopiazza in malo modo musica ambiente e stile ew poi tenta di riproporre la versione abortita di tutto questo. Raibatz se spedissi via scanner una fetta di prosciutto di san daniele in giappone tu la mangeresti se fossi là scaricandola da una email? No eh? Facciamo a capirsi. Poi io ero la nel 94 e di tanti minimal housy stronzi proprio non mi ricordo. Oltretutto questo tentativo di trasformare in balearic una città che di soleggiato non ha un cazzo, fa veramente girare i coglioni.
Hitler vestito da pagliaccio rimane Hitler non diventa Sbirulino.

Raibaz ha detto...

Lo so Simo, hai ragione, rispondevo a Dimitri che ha iniziato il discorso parlando di come è vista l'esclusività a Berlino.

E' cmq evidente a cani e porci che anche il party più fuffa di una città ormai sputtanata come Berlino sta 10 spanne sopra la roba italiana coi dj nei ristoranti per 40enni in camicia, questo mi pare ovvio.

Anonimo ha detto...

Da parte mia massima solidarietà! Lo sai! tenere fuori te è da teste di cazzo irrispettose, ma ormai l'anda è così. Noi purtroppo siamo anche sostanza e x Milano non và + bene; devi essere solo forma. Io avrei potuto muovermi x farti entrare sicuro e sarebbe stato un piacere nonchè un dovere x me e non uno sbattone ( dillo a Silvia). Però ti rispetto quando sostieni che non si può ogni volta tel. ai santi in paradiso x elemosinare un ingresso in un club. Purtroppo però è così. Ne avrei da aggiungere.Anche vissute sulla mia pelle, credimi. Ma al max ne parliamo alla serata della vodka che dobbiamo fare. Ok? Cmq Torino x certi aspetti si salva ancora.
Per il resto mi dono a chi mi vuole veramente ed a chi ha creduto/crede in quello che faccio. Gli altri? A fanculo compresi gli "amici" che definisco di sinistra berlusconiana :).
Sai quanta gente nel ns mondo ti fa la finta paternale e poi intrallazza coi soldi peggio di un ndranghetista?
Uff.....
Per finire vorrei sottolineare che in me non vedrai mai uno strenuo difensore di postulati es. Berlino x forza è tutto bello perchè è Berlino e così via.
L'importante è che la passione rimanga tale.

Anonimo ha detto...

KK
Son d'accordo al 100% con te Batz. La rovina è la percezione distorta di quella città che taluni hanno. E' il voler estrapolare ed importare a tutti i costi una minima parte,dimenticandosi del resto.
@jimmy x fortuna che ci son le substance nitez e che c'è dj Pete che x quanto mi riguarda è Berlino!
Altrimenti erano cazzi poichè gli inglesi quando scendono in campo (ambito elettronico) fanno spavento da ogni punto di vista.

jimmy ha detto...

kk per te è Berlino Dj Pete, ma per altri che non vanno alla substance night, perchè devono soccombere a logiche di selezione che non hanno un senso?!?! Devo portare il Cv di clubber all'entrata?!?!!?
Questa cosa mi sta sulle palle, mi è sempre stata sulle palle in Italia e all'estero: una festa privata non si pubblicizza se non vuoi menate all'entrata...
La camicia dentro i pantaloni e la scarpa elegante cozzano con quello che è l'elettronica, le basi ce lo insegnano...I dress code e le altre stronzate da "lei non è adatto alla serata" sono arrivati dopo..Quindi il 4cento può anche chiudere..tiè

Anonimo ha detto...

"kk per te è Berlino Dj Pete, ma per altri che non vanno alla substance night" scusa Jimmy ma mettiamo i puntini sulle ì almeno in qeste sedi. Pete = nascita e prosperità del Tresor, della Basic Channel della Chain reaction e di Hard Wax. Il resto succhia il cazzo e tanto. Non partirei a parlare di Pete dalla sua intuizione figliata cioè Scuba.
A Berlino è il contrario! Entri fighetto con la camicia e non sai chi suona e non ti frega? Beh stattene a casa xkè ci sono tante persone che invece son li x quello" Ti piacerebbe se io entrassi in un cinema a vedere un film che non mi piace e ti rompessi le palle a te che lo stai vedendo e gustando?
Cmq il 400 può morire! L'unica forma organica che salvo è Giorgio che è uno dei ns e con noi ha sempre fatto il Robin Hood. Viene dalla mitica rew dei torinesi. Ma il resto è il male assoluto.



perchè devono soccombere a logiche di selezione che non hanno un senso?!?!

jimmy ha detto...

KK, secondo me stiam dicendo due robe diverse....Cioè non capisco..Apparte il fatto di dj Pete che per me era un semplice esempio..

Raibaz ha detto...

Al solito KK e Dimitri sono d'accordo e riescono a non sembrarlo :)

Cmq KK io ormai sono diventato pesantemente intransigente: per me neanche Giorgio, che non conosco personalmente ma su cui mi fido ciecamente del tuo giudizio, è da salvare, perchè suonando in posti come il 4cento contribuisce ad alimentare la situazione merdosa in cui versa l'itaglia.

Una parte di responsabilità del degrado abissale in cui ci ritroviamo ce l'abbiamo anche noi che l'abbiamo accettato.

Anonimo ha detto...

KK
su Giorgio fidati viene dal giro Gandalf/Gandin il problema non è lui. Te lo spiegherò quando c vediamo face 2 face :).
Sai Raibatz spesso o ci si illude di poter cambiare le cose da dentro oppure si cercano dei compromessi che talvolta portano benefici altre volte no.
Ma la seratà era l'anniversario. Tu sai bene cosa vuol dire. L'ho già scritto. Qui G. era in minoranza su certe scelte.
Per finire sottolineo il fatto che stavolta io ed il buon ytoscanazccio Dimitri siamo d'accordo :)))))

Raibaz ha detto...

Lo so Simo, capisco il tuo discorso e so bene anch'io che essere intransigenti è difficile e molte volte anche un compromesso può portare benefici e ovviamente non mi sognerei mai di fare una colpa a Giorgio dell'episodio di sabato, sia perchè è ovvio che non ne è direttamente responsabile sia perchè, pur non conoscendolo, conosco te e so di potermi fidare del tuo giudizio.

Quello che intendevo nel mio commento precedente è che per quanto spesso sembri difficile o inutile, dobbiamo essere noi a farci carico della situazione in prima persona, promuovendo i party che lo meritano ed evitando di dare soldi e tempo a chi organizza in modo improvvisato.

Che poi, è inutile che lo venga a dire a te che bisogna impegnarsi e dare il proprio contributo alla scena, che te con le tue mail con le date ci salvi la vita ogni volta :)

Matteo ha detto...

Andare a Francoforte per sentire Vera e non entrare perchè non sei in camicia nel locale di Sven Vath fa ridere. Andare al Berghain e non entrare perchè boh fa ridere. Purtroppo non esiste un CV da Clubber, credo che almeno all'estero sarebbe quanto meno rispettato. Io su questa cosa ho un fegato amaro che potrei prendere a sprangate in faccia un sacco di emerite teste di c***o.

emiliano ha detto...

pensavo, ma siamo sicuri che sia così legale impedire l'accesso ad un locale pubblico, se non per raggiunti limiti di capienza??